Francesco Codello

Francesco Codello

L’educazione Incidentale e Libertaria

Francesco Codello (Valdobbiadene, 1953), filosofo e pedagogista, è stato insegnante e dirigente scolastico, è membro dell’International Democratic Education Network, dell’European Democratic Education Community, fondatore della «Rete dell’Educazione Libertaria», già redattore di «Volontà», di «Libertaria» e ora della casa editrice «Elèuthera», collaboratore di «A Rivista anarchica », attivista nell’«Ateneo degli imperfetti» di Marghera e nel «Centro studi libertari Giuseppe Pinelli» di Milano.

È autore di numerosi saggi, prevalentemente su temi educativi, storici e sull’anarchismo, in diverse testate e pubblicazioni italiane e straniere e dei seguenti libri: Educazione e anarchismo (1995), La Buona educazione (2005), Vaso creta o fiore? (2005), Gli anarchismi (2009), Liberi di imparare, (con Irene Stella, 2011), La campanella non suona più (2015); Né obbedire né comandare, lessico libertario (2009); La condizione umana nel pensiero libertario (2017). Ha curato la raccolta di saggi di Colin Ward dal titolo «L’educazione incidentale» (2018) e un’antologia degli scritti libertari di Lev Tolstoj dal titolo «Il rifiuto di obbedire» (2019).

L’educazione incidentale e libertaria

Partendo dalle riflessioni di Paul Goodman e Colin Ward possiamo evidenziare che ogni angolo della città è un’aula scolastica, ogni strada uno spazio di incontro e di sperimentazione di relazioni vitali, ogni contesto urbano o rurale in cui viviamo è un luogo di apprendimento, ogni occasione è propizia a stimolare l’autonomia e la partecipazione diretta alla vita sociale.

Famiglia e scuola sono sempre stati considerati i luoghi per eccellenza dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze, acquisiscono un’educazione. Colin Ward decide invece di esplorare un particolare aspetto dell’educazione che prescinde da queste istituzioni: l’incidentalità. Ecco allora che le strade urbane, i prati, i boschi, gli spazi destinati al gioco, gli scuolabus, i bagni scolastici, i negozi e le botteghe artigiane si trasformano in luoghi vitali capaci di offrire opportunità educative straordinarie. Questa istruzione informale, volta alla creatività e all’intraprendenza, rappresenta pertanto una concreta alternativa a un apprendimento strutturato e programmato che risponde più alle esigenze dell’istituzione e del docente che alle necessità del cosiddetto discente. Si configura così un approccio al tempo stesso nuovo e antico alla trasmissione delle conoscenze in grado di fornire un’efficace risposta a quella curiosità, a quel naturale e spontaneo bisogno di apprendere, che sono alla base di un’educazione autenticamente libertaria.

Rispondi